Mentre lavoravo con la Pro Sacile al libro sull’arte della Sagra dei Osei, nelle mie ricerche ho trovato un reperto inedito: una piccola e umile figurina che raffigura la sagra. Racconta come la manifestazione fosse percepita a livello nazionale e come avesse contagiato, oltre agli appassionati di natura, anche le attività economiche.

Fronte della figurina: illustrazione a colori di un mercato di uccelli in gabbia con molte persone, in basso la pubblicità del Boro-Talco Roberts.
Il fronte
Retro della figurina con il testo «6. La Sagra dei Osei a Sacile».
Il retro

Sul retro si legge:

6. – La Sagra dei Osei a Sacile. È famosa anche oltre i confini nazionali per le gare degli uccellatori che si sfidano a chi imita meglio il canto dei vari uccelli (osei). Hanno luogo anche veri e propri concorsi fra campioni piumati, molti dei quali vengono venduti a prezzi altissimi. La sagra si svolge il 2 settembre.

Una serie di figurine

La figurina fa parte di una serie di 20–25 figurine sulle sagre e feste italiane, prodotta e distribuita come omaggio dall’azienda Boro-Talco Roberts nella prima metà degli anni Quaranta. La fonte è la collezione di Andrea Taiariol, conservata dalla sua famiglia. La stessa azienda produsse altre serie su monumenti e città italiane, favole, maschere, meraviglie del mondo e animali: lo scopo era fidelizzare i clienti attirando i bambini, un po’ come le sorpresine nelle merendine di oggi.

Perché è importante

La figurina testimonia che un’azienda scelse di inserire la Sagra dei Osei in una sua campagna pubblicitaria, accostandola a feste molto più note: la Festa del Redentore a Venezia, Piedigrotta a Napoli, la Festa dei Ceri a Gubbio, la Festa di San Nicola a Bari e molte altre.

L’aspetto più interessante è la data. Tra il 1937 e il 1950 la sagra si teneva la prima domenica di settembre, e l’unica volta in cui cadde il 2 settembre fu nel 1945. Per questo ipotizzo che la figurina sia stata realizzata intorno a quell’anno. Se è così, testimonia che alla fine della Seconda guerra mondiale Sacile aveva almeno l’intenzione di celebrare la sagra, e che l’evento era conosciuto in tutta Italia.

Il ritrovamento si collega a quanto sappiamo del 1945. Come scrive Maria Balliana nel libro Cronache sacilesi 1900–1950, edito dalla Pro Sacile, il comitato delle feste di allora voleva organizzare i concerti della banda cittadina e ottenere la sospensione del coprifuoco per i festeggiamenti. Non sappiamo con certezza se la manifestazione si svolse in tutta la sua bellezza, ma la figurina aggiunge una testimonianza di quel periodo.

Viene spontaneo un parallelo con l’edizione del 2020: nonostante la pandemia, la Pro Sacile è riuscita a realizzare la sagra. Per questo ho voluto far conoscere subito la scoperta ai sacilesi, perché possano riscoprire un piccolo frammento del loro passato.

Rassegna stampa

«Sagra degli Osei, una figurina della prima metà degli anni ’40 cambia la sua storia» – Il Gazzettino di Pordenone, 11 ottobre 2020, articolo di Michelangelo Scarabellotto (PDF)